Luca Ciarla Quartet


Fin dal suo debutto nel 2002 in Asia e negli Stati Uniti, il Luca Ciarla Quartet è stato apprezzato dal pubblico e dalla critica per l’estrema originalità dei brani e degli arrangiamenti, nei quali il jazz contemporaneo e la musica etnica si fondono felicemente, dando vita ad un jazz mediterraneo dal fascino irresistibile. “In equilibrio tra scrittura ed improvvisazione, tradizione e contemporaneità, con brani squisiti come Bach Tarantolato o Un Bolero da Balera.” Ciro de Rosa, BlogFoolk

LUCA CIARLA violino
VINCE ABBRACCIANTE fisarmonica
NICOLA DI CAMILLO contrabbasso
FRANCESCO SAVORETTI percussioni

Luca Ciarla Quartet live @ Montreal Jazz Festival

Luca Ciarla Quartet Live @ Adriatico Meditrraneo Festival

Etnoarmonia


Il progetto EtnoarmòniA nasce dalla voglia di scoprire gli innumerevoli volti che la musica di ispirazione celtica ha mutato nel suo incontro con le genti di Europa e America. Un viaggio alla scoperta di tracce melodiche lasciate in tempi e spazi remoti. Melodie erranti che hanno contaminato e sono state contaminate da uomini, terre e culture. Gli strumenti scelti per lo scopo sono una voce femminile fuori dal coro e dagli abusati cliché del mercato, una chitarra dalle forme apparentemente curve ma in realtà audacemente poliedrica, un set di tamburi di ogni foggia e materiale e un violino a cinque corde.


Voce: Silverea
Violino: Carlo Celsi
Chitarra: Riccardo Rocchetti
Percussioni: Francesco Savoretti

www.myspace.com/etnoarmonia

ETNOARMONIA@Brian Boru Pub
ETNOARMONIA@Taverna Del Forte

Hexperos

“Hexperos è il duo formato da Alessandra Santovito (voce, flauto traverso, hammer dulcimer; ex membro fondatore della band Gothica) e Francesco Forgione (contrabbasso, violoncello, arpa bardica, percussioni e tastiere).
Si avvalgono della collaborazione di vari musicisti di talento, in particolar modo dell’arpista Francesca Romana Di Nicola e dei violinisti Domenico Mancini, Alessandro Pensa, Isabell Presenza e Francesco Savoretti. Dal vivo la formazione base è di due elementi.

Il loro secondo CD intitolato “The veil of Queen Mab” è stato pubblicato nel settembre 2010.
Il loro primo CD, pubblicato sempre dalla casa discografica portoghese Equilibrium Music, si intitola “The garden of the Hesperides” ed ha riscosso un buon successo con distribuzione mondiale.

Il nome Hexperos proviene da Esperidi e da Hesperos.
Quest’ultimo è il nome della prima stella vespertina, la stella preferita da Venere, la dea dell’amore.
Le Esperidi sono tre figure mitologiche che si prendono cura di un albero di mele e che cantano con voce melodiosa.
Hexperos è musica d’amore e mistero.

Nella musica degli Hesperos percepiamo varie influenze e soprattutto scorgiamo sonorità celtiche, etniche, barocche, medievali e altre suggestioni di ampio respiro che richiamano, tra l’altro, opere di compositori di colonne sonore quali Philip Glass, James Newton Howard, Michael Nyman, Hans Zimmer, James Horner.

La maggior parte dei testi sono scritti da Alessandra, così come le musiche sono quasi nella totalità originali e composte da Francesco ed Alessandra, ma spesso capita di imbattersi in qualche cover dei brani preferiti dal duo che ben si sposano con le loro sonorità, come l’ Ave Maria di Caccini; A time for us di Nino Rota o le Siete Canciones Populares Españolas di Manuel De Falla.
Soprattutto capita che vengano scelte alcune pagine, fra le più belle della nostra letteratura, per essere trasposte in musica.
Questo è accaduto per Le lacrima di Proserpina con testo della grande poetessa, recentemente scomparsa, Alda Merini; per The magnificence of the Night con testo in prosa estratto dal Women in Love, preludio al capolavoro Lady Chatterley’s Lovers dello scrittore inglese Lawrence; per Moon Spell e Summatem Deam con testo di Apuleio, un omaggio alla luna come una delle Muse o dee ispiratrici dell’animo artistico.
E proprio agli artisti, ai loro viaggi fisici e mentali, alle loro ansie e aspirazioni, nonché sofferenze e frustrazioni è dedicato il loro secondo album. Il titolo infatti deriva dal racconto Azul del poeta nicaraguese Ruben Darìo.

La regina Mab è una creazione della mitologia Anglosassone con probabili radici nelle leggende Celtiche. Ella è la regina dei sogni. Molti ricorderanno Shakespeare citarla attraverso la voce di Mercuzio, nella scena IV del primo atto di Romeo e Giulietta, o riferire al suo mito in Sogno di una notte di mezza estate.
Oltre a Darío e Shakespeare, citati nei brani di quest’ultimo album, molti altri artisti hanno offerto tributo alla Regina Mab nei loro lavori, da pittori a scrittori, compositori, fino a rock band, fumettisti e registi.

Elenchiamo di seguito alcuni dei nostri esempi preferiti:

Ben Jonson in The Entertainment at Althop (1603);

Michael Drayton nel masque Nymphidia (1627);

Jane Austen in Sense and Sensibility (1811);

Percy Bysshe Shelley in Queen Mab: A Philosophical Poem (1813);

J. M. W. Turner nell’olio Queen Mab’s Cave (1827), esposto alla Tate Gallery, London;

Herman Melville, che intitolò il trentunesimo capitolo di Moby Dick (1851) col suo nome;

J.M. Barrie in The Little White Bird (1902) dove la Regina Mab vive in Kensington Gardens e aiuta Peter Pan a riacquistare fiducia in se stesso e a volare dinuovo;

il compositore francese Hector Berlioz, la cui sinfonia Roméo and Juliette (1839) include la piece Queen Mab Scherzo.

Nel nostro album, così some nel racconto di Darìo, la regina Mab è vista come Diva ispiratrice o Dea. E’ la consolatrice. Grazie al suo velo, “el velo de los sueños, de los dulces sueños, que hacen ver la vida de color de rosa” (il velo dei sogni, dei dolci sogni, che rendono la vita color di rosa), la tristezza abbandona i quattro protagonisti. Nei loro cuori, la regina Mab ha posto la speranza ed un tocco di vanità che porta consolazione a questi poveri artisti: un pittore, uno scultore, un musicista ed uno scrittore, ogni volta che devono affrontare le grosse disillusioni della vita.

Alessandra è laureata in Lingue e Letterature straniere e in Canto Lirico, entrambi con Lode, la sua esperienza, nel campo della musica classica e non solo, è di lunga data.

Lo stesso dicasi per Francesco, che inoltre si occupa delle registrazioni e del mixaggio di ogni brano, ogni aspetto viene curato e personalizzato.
Come dicevamo, il primo album degli Hexperos si intitola The Garden of the Hesperides.
Il giardino delle Esperidi rappresenta il mondo musicale degli Hexperos, un luogo dove si raccolgono le molteplici influenze che originano i loro brani e la loro passione per la musica.
“The Garden of the Hesperides” e “The veil of Queen Mab” degli Hexperos sono distribuiti in Italia da Audioglobe.

L’elenco dei distributori all’estero si trova sul sito dell’etichetta, www.equilibriummusic.com dove è possibile acquistare il CD on line e leggere numerose recensioni nazionali ed internazionali sul loro primo album.

Alcune recensioni ed interviste si trovano altresì su www.myspace.com/hexperos ove è possibile anche ascoltare alcuni estratti da The Garden of the Hesperides.

“The new album of Hexperos is entitled “THE VEIL OF QUEEN MAB” – September 2010. The title of this new album “THE VEIL OF QUEEN MAB” comes from El velo de la reina Mab by the Nicaraguan writer and poet Rubén Darío (1867 – 1916). A short tale from the collection Azul whose immense lyricism, resulted of melancholia and fairy tales, has brought fame to Dario’s verses, and in which we find typical South American magical realism, ancient mythology and pure fantasy. Queen Mab is a creation of the Anglo-Saxon mythology, probably with roots in the Celtic legends. She is the queen of dreams. Many will remember Shakespeare mentioning her, through the mouth of Mercutio, in the scene IV of the first Act of Romeo and Juliet, or refer to her myth in A Midsummer Night’s Dream. Apart from Darío and Shakespeare, quoted here in our lyrics, many other artists have also paid tribute to Queen Mab in their works, from classical painters, writers or composers, up to Rock bands, cartoonists and film makers. Here there are only few of our favourite examples: Ben Jonson’s The Entertainment at Althop (1603); Michael Drayton’s masque Nymphidia (1627); Jane Austen on Sense and Sensibility (1811); Percy Bysshe Shelley with Queen Mab: A Philosophical Poem (1813); J. M. W. Turner on his oil painting Queen Mab’s Cave (1827), on display at Tate Gallery, London; Herman Melville, who named the 31st chapter of his novel Moby Dick (1851) after her; J.M. Barrie on The Little White Bird (1902) where Queen Mab lives in Kensington Gardens and helps Peter Pan to fly again; the French composer Hector Berlioz, whose symphony Roméo and Juliette (1839) includes the piece Queen Mab Scherzo.
In our album, like in Darìo’s tale, Queen Mab is seen as an inspiring Diva or Goddess. She is the comforter. It is thanks to her veil, “el velo de los sueños, de los dulces sueños, que hacen ver la vida de color de rosa” (“the veil of dreams, of sweet dreams, that make the world appear rose-colored”), that sadness abandons the heart of the four protagonists of the story. In their chests, Queen Mab has placed hope and a touch of vanity that bring solace to these poor artists – a painter, a sculptor, a musician and a writer – when faced with their deep disappointments. The moon is yet a recurring figure on this album. In fact, it is another source of inspiration for many artists, and perhaps simply one of the various faces of the artist’s Muse. The moon is present through the verses of Apuleius (c.125 – c.180) and his Metamorphoseon (Liber Undecimus) which we used for Moon Spell and Summatem Deam and it is the protagonist of Diadem of the Night. This is an old song of mine which I wrote for the second demo tape of my previous, juvenile project named Gothica. That demo was entitled Proserpina, a fascinating mythological subject and again a Muse for me and many others, among whom the great Italian poetess Alda Merini, who passed away recently on November 1st 2009. We used one of her most famous poems for the song Le lacrime di Proserpina as a tribute to her and to a theme whose interest we share: folly. The notion of folly in this song is embodied by the whispered voices while the harp’s harmonics represent le lacrime or tears, highlighting the particular care that has been placed by Francesco and me in the choice of the right sounds for each atmosphere we wanted to evoke. Coming back to Proserpina, I will never forget the great impact that a painting of her by Dante Gabriel Rossetti had on me the first time I saw it. This feeling is even stronger each time I recall that this great Pre-Raphaelite painter and his famous family (his sister is the poetess Christina Rossetti) have their origin in the same small Italian town where the illustrious father Gabriele, Francesco and I were born. Last but not least, we have again chosen to include a song from Manuel De Falla’s Siete Canciones Populare Españolas since we adore this opus. Furthermore, the lyrics on this song are an old traditional composition with a naturalistic theme congenial to my way of writing and to our souls. The rest of my lyrics are inspired by Mother Nature and, as always, by the atmospheres found in Gothic literature. We adopted the pronunciation of IV–V century AD on our Latin songs following a tradition of the Italian school. The photos of me and Francesco were taken by our friend Donatella Lemma at Rocca Calascio, in Abruzzo, a magical medieval land among our mystical mountains, which has been recently struck by a serious earthquake. We hope that this land and its heritage will return to its full splendour soon. This is an album dedicated to art and artists, to their physical and spiritual journeys, to their efforts and, above all, to the magnificent and sometimes terrible Mother Nature, of whom we all are children. The name Hexperos comes from Hesperides and Hesperos, which is the name of the first star that appears at twilight.

This is also the favourite star of the goddess of love, Aphrodite.

The Hesperides are myths that care of a tree with golden apples and they sing with sweet voices.
Hexperos is the new project of Alessandra Santovito (ex founder member of Gothica) and Francesco Forgione.
As in her previous music project, they have involved various good musicians such as the violinists Domenico Mancini, Alessandro Pensa, Isabell Presenza and the harpist Francesca Romana Di Nicola.
Thanks to her numberless experiences, Alessandra can sing in various ways, so that her voice, like their music and her lyrics, evokes from the Mediterranean style to the north European one, from the ancient genre to the modern one. Much importance is given to the texts of the songs and often you can find significant quotes or passages transposed into music.
Alessandra got a first class degree in Foreign Languages and Literature at Pescara University and a first class degree in opera singing at Pescara Conservatoire, both full marks and honours. (summa cum laude)
Francesco is in charge of recording and mixing each song, he takes care of every step. Most of the compositions and arrangements are written by him.
The first album is titled “The Garden of the Hesperides”. The garden is Hexperos’ music world, a place where you can collect many of the influences that originate the songs such as the passion for contemporary music, for composers like Philip Glass, James Newton Howard, Michael Nyman, Hans Zimmer, James Horner for classical music, particularly for baroque and for ethnic music especially Irish, Spanish and African, for this reason in the album there are also two personal interpretations of Ave Maria of Caccini and Nana by Manuel de Falla
“The Garden of the Hesperides” and “The veil of Queen Mab” are distributed in Italy by Audioglobe. The list of distributors abroad is on the site label, www.equilibriummusic.com where you can buy the CD online and read numerous international reviews on our first album. Some reviews and interviews are also at www.myspace.com / hexperos where you can also listen to excerpts from The Garden of the Hesperides.

Visioni Dall’Est



L’ensamble “Visioni Dall’Est”nasce nel 2005 per opera della soprano Bulgara Neli Hristova Bojkova e consolida la propria formazione con la partecipazione del clarinettista Ferdinando Romagnoli, il percussionista Francesco Savoretti e il fisarmonicista Cristian Riganelli.
Le calde sonorità acustiche espresse dalla musica di Visioni dall’est sono rivolte ad esaltare le peculiarità musicali della tradizione bulgara. E’ bene però precisare che gli arrangiamenti dei brani popolari eseguiti non si limitano ad una mèra riproduzione delle composizioni popolari, ma intendono andare a rileggere e a reinterpretare le forme della musica tradizionale bulgara. La vivacità delle ritmiche composte e sincopate delle percussioni mescolata agli intrecci armonici della fisarmonica e del clarinetto, condurrà il pubblico in un viaggio alla scoperta di nuove coinvolgenti sonorità.

Spring Trio

L’incontro di tre musicisti provenienti da esperienze diverse e percorsi sonori apparentemente distanti, si concretizza nella nascita di “Spring trio”.

Già dalla prima apparizione in concerto, nell’occasione del festival “Sibilla summer night” il gruppo si contraddistingue  per le atmosfere create dalla commistione di arpa classica, violoncello e tamburi a cornice.

Il suono dei due strumenti classici si fonde, scandito dalle ritmiche propulsive delle percussioni, in un tessuto sonoro suggestivo e coinvolgente.

La ricerca, dell’armonia, dei colori sonori, del piacere di condividere un’idea musicale comune, si esprime nelle composizioni del trio, prossimo al suo primo lavoro discografico.


Angelo Casagrande – Violoncello

Lucia Galli – Arpa Classica

Francesco Savoretti – Percussioni

Busqueda

I Búsqueda sono una formazione acustica (voce, percussioni, fisarmonica, chitarra e basso acustici) nata circa quattro anni fa.

Dalle Marche, loro terra natia, traggono ispirazione per la rielaborazione di un repertorio costituito da brani dei secoli scorsi legati alle tradizioni popolari, e verso le Marche viaggiano, avvicinando i temi di questi brani alla loro sensibilità “regionale”, che si manifesta già nella scelta di strumenti tipici come il tamburello e la fisarmonica.

Si delinea così un “viaggio musicale” che ha come tappe molti paesi europei ed extraeuropei (Italia, Irlanda, Gran Bretagna, Argentina, Stati Uniti), e che affronta i temi universali della vita, l’amore, la morte, la libertà, ma mettendone a fuoco sfaccettature di volta in volta diverse attraverso la lente musicale dei Búsqueda: ecco che il lamento della donna irlandese per la morte del suo amante si capovolge nell’eccidio per gelosia della dama da parte del suo cavaliere tornato dalla guerra. In questo modo una piccola parte delle Marche attraversa nei Búsqueda tutto il mondo, e la memoria musicale del mondo, attraversa i Búsqueda uscendone trasformata dal loro suono inconfondibile.

I Búsqueda ripropongono questo repertorio senza pretese filologiche ma con il solo piacere “del ricordare”, rifacendosi anche a gruppi che hanno avuto già il merito di riportare alla luce brani che nonostante la loro bellezza rischiavano l’oblio, e vogliono proporsi quindi come il suono di una memoria che rivive, all’occorrenza rabbiosa o raffinata, carezzevole o lacerante.

www.busqueda.it
www.myspace.com/ibusqueda

Di recente si sono esibiti a Lussemburgo presso la Salle de Concert ArcA di Bertrange nell’ambito della IX edizione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo, evento organizzato dall’Ambasciata d’Italia – Istituto Italiano di Cultura Lussemburgo e all’Associazione Marchigiani Lussemburgo sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica nell’ambito della IX Settimana della lingua italiana nel mondo.
Di seguito breve rassegna stampa.

Di Clemente Trio





L’Ensemble di Gionni Di Clemente, propone una World Music esaltata dall’uso di molteplici strumenti e dalla duplice ricerca, sia di ritmiche, che di elaborazioni melodiche originali.
Sonorità mediterranee e mediorientali che si mescolano a sapori più squisitamente europei.
La forza espressiva delle composizioni, arricchita da eleganti improvvisazioni, penetra nell’animo dell’ascoltatore, introducendolo in quel mondo interiore che difficilmente si lascia conquistare.
Un affascinante concerto acustico, in cui, musica classica contemporanea, jazz di ricerca e contaminazioni etniche, confluiscono in un’alchimia sonora magica e suggestiva.